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l'uomo di qualche levatura non è "completo" se non è duca o eccellenza, conte o commendatore, professore o cavaliere; e se tale egli non è viene a trovarsi nella condizione di quel personaggio di Wells che aveva perduto il suo peso specifico, e per timore di partire in cielo come un palloncino da bambini, usciva di casa con una valigia per mano piena di sassi. (1)
2.
Un jeu subtil tra padre e figlio, nel quale un figlio fa da padre al proprio padre. (...) Quando cadrà dal costume questa bestiale, questa ridicola ricerca del padre? (...) Guy sentiva il peso, il vergognoso peso di un padre. (...)
La somiglianza molte volte è acquisita (...) La somiglianza viene per simpatia, per fedeltà, per devozione, per discepolismo (...) La somiglianza acquisita è un omaggio all' uomo che si ama, che si ammira, che si rispetta. Più profondamente, la somiglianza acquisita è il tentativo di diventare simile a colui che si ama, che si ammira, che si rispetta - non esclusa la metafisica speranza di confondersi con lui e diventare lui. Ci sono oltre ciò fenomeni di somiglianza collettiva. nella nostra epoca di dittatori, molti devoti si studiano di somigliare a Napoleone III, a Giulio Cesare, ad Alessandro (...)
Guy de Maupassant non si contenta di aver allontanato da sè suo padre (non sono i padri che devono stare vicino ai figli: sono i figli che devono stare vicino ai padri: sono i padri che hanno bisogno della paternità dei figli) ma gli consacra anche quell' odio oscuro, sottocosciente al quale Freud ha dato un nome ispirato dalla storia di tebe. E' dunque per non essere parricida che Guy si è allontanato da suo padre? Questa indifferenza è forse una precauzione e un atto di delicatezza (2)
3.
La parola tombale usata in questi contorni mi è stata suggerita da un racconto dello stesso Maupassant, Les Tombales, nel quale è illustrato uno speciale tipo di prostituta che non pratica la retape sui marciapiedi, ma più proficuamente nei camposanti vestita da vedova e ai piedi delle tombe. (3)
4.
Tutto il male che inferma il mondo, e genera ogni genere di crisi, e fa scoppiare le guerre, e rende necessarie e "salutari" le rivoluzioni: tutto il male nasce dall' accumularsi degli estetismi, ossia dall' accumularsi dei residui delle sopravvivenze che a poco a poco compongono enormi sedimenti di cose inattuali, di cose false, di cose morte; di corpi estranei rimasti nell' organismo della vita attuale, di contraddizioni e d'impedimenti alle presenti leggi della vita (...) e le sopravvivenze di cose morte non sono soltanto letterarie, ma sono filosofiche, sono astronomiche, sono politiche, sono sociali, sono ideologiche, sono mentali; e il pericolo degli estetismi appare nella sua immensa gravità quanto si pensi che il mondo è ingombro attualmente di sopravvivenze che lo intossicano e ne paralizzano il funzionamento; ossia di organizzazioni sacerdotali che avrebbero dovuto scomparire alla fine del sistema tolemaico, di organizzazioni statali che avrebbero dovuto scomparire alla fine degli imperi teocratici, di forme monarchiche che avrebbero dovuto scomparire alla decapitazione di Luigi XVI (...) Il mondo è ingombro di cose che hanno perduto ogni senso, ma credono di possederlo ancora. (4) (...) Che più? La massima parte degli uomini vive tuttora in una mentalità schiettamente tolemaica, e come se la rivoluzione mentale operata dal sistema copernicano non fosse mai avvenuta. (5)
5.
«Piantiamo questo ramicello e l'anno prossimo troveremo tanti piccoli Maupassant». Ecco una nuova versione del mito di Cadmo * . Una versione da dottor Calligari * .
6.
Avete notato che i contes di Maupassant danno la stessa impressione di chiuso, di "non poter scendere" che danno gli scomparti ferroviari? (...)
Questi racconti rapidi sono fatti per essere letti in treno. I critici letterari, anzichè perdersi nei problemi di forma e contenuto, dovrebbero dedicarsi a ricerche meno sciocche, come di stabilire la analogia tra il ritmo dell' opera letteraria e il ritmo del mezzo di trasporto. L' Iliade si muove con l'andatura del carro, l' odissea con l'andatura della nave a vela, L' Orlando Furioso con l'andatura del cavallo; ed è certo che queste medesime opere letterarie si muoverebbero con passi diverso se fossero state scritte al tempo della trazione a vapore. (6)
7.
L' isolamento in cui venne a trovarsi Maupassant è da imputare alla madre di lui. Essa stessa preparò Guy a quell' isolamento. Non sono le madri del resto, non sono le madri stesse che con il loro amore eccessivo, con la loro gelosia ingorda, con le loro cure troppo assidue ispirano l'odio ai loro figlioli per le altre donne, e l' indifferenza, il disprezzo, e sopratutto il sentimento che le altre donne sono inutili? (...)
C'è nel sogno della madre anche un sogno del demiurgo: un sogno che trascende i limiti fisici della maternità.
la madre sogna di fare del proprio figlio il modello degli uomini, il massimo uomo, l'uomo per eccellenza. Sogna di farlo tale essa stessa. Sogna di "fare" suo figlio anche spiritualmente, anche moralmente, anche intellettualmente, dopo che lo ha fatto materialmente. In fondo al suo sogno questa è la vera formazione cui aspira la madre. Formazione tanto più grande, in quanto essa si esalta dell' idea della missione. Missione segretissima e ignorata le più delle volte dalla madre stessa. Missione sfortunata e che la madre ben di rado riesce a portare a compimento. Missione radicalmente disperata e che quasi sempre si risolve in fallimento. Missione contraria alle leggi della vita - alle vie della vita. Il figlio sfugge alla madre - non di proposito, non deliberatamente, nè tanto meno per avversione, ma perchè così vogliono le vie della vita: la madre rimane a mani vuote, tese le braccia in un gesto vano, come una Niobe * colpita non dal dolore, ma dalla delusione tanto più crudele del dolore. E se la madre mirasse soltanto al suo sogno di madre, se avesse il coraggio di seguire "soltanto" il suo sogno oscuro e profondo, essa preferirebbe la sorte della Niobe e piangere sul figlio morto, piuttosto che vederlo allontanarsi sano (7) e tranquillo, e immergersi nella luce di un suo proprio destino. (...)
Da quando la signora Maupassant ha deliberato di fare anche da padre a suo figlio, essa non tollera ingerenze in queste sue mansioni suppletive. Padre e figlio non si vedono quasi più. La terribile madre monta la guardia davanti al "suo" Guy. Essa crede probabilmente di comportarsi secondo giustizia, ma in verità non fa se non obbedire ad un sentimento bestiale.
8.
Ci sono più modi di essere padre. Escluso il modo zoologico, rimane il modo morale, il modo spirituale, il modo intellettuale.
9.
Talune forme di deterioramento dell' organismo umano noi continuiamo per abitudine, per inerzia, per genericità a chiamarle malattie, le quali sono in effetti vere e proprie sostituzioni; e se un organismo cede, è perchè l'organismo sostituente vince. Alcuni organismi umani hanno questa natura, hanno questa destinazione di asili, di alberghi, di ostelli per qualche cosa che deve venire di fuori e prendere sede in essi come un ospite inatteso e imperioso.
10.
Francesco Tassart, il cameriere fedele, ha ordine di non lasciar entrare nessuno mentre il padrone lavora.
Maupassant si volta e vede la sua propria persona entrare nello studio, la vede venire a sedersi al tavolo di fronte a lui, poggiare la testa alla mano e mettersi a dettare quello che lui scrive.
11.
E ora all' improvviso egli scopre che Maupassant è Mauvais-Passant. Scopre che Maupassant è il Mal-Passante (...) Maupassant scopre che Mallarmé * è il Male Armato, e per anticipazione scopre anche il titolo che un giorno Apollinaire * darà a sè stesso: Le Mal-Aimé. Tutti compagni ormai. Ecco stabilita la grande parentela.
12.
Tanto vero che da trentacinque anni sono che per la prima volta io lessi Ecce Homo *, la definizione [data da Nietzsche di] di Maupassant mi è sempre rimasta ferma e chiara nella mente; nè so da quel tempo pensare Maupassant e non pensare assieme: "un vero Romano". Più giovane e inesperto, cercavo la spiegazione di questa definizione. Più vecchio ed esperto, ora non la cerco più. E tanto più questa definizione mi riesce chiara, forte, esplicativa. (8)
13.
Il clamore attira come attira la luce e soprattutto il brillio. La stessa ragione è nei gioielli. La donna s'ingioiella perchè il gioiello (il brillio) attira (...) Donna ingioiellata si può chiamare altrimenti «donna clamante».
14.
Naturale compenso alla ignavia della Académie, che non ha provveduto a consacrare Maupassant immortel. Anche Balzac, Flaubert, Zola sono rimasti fuori dell' Accademia. (9)