Below you can find the text of the snippet you want to read, and the list of the other snippets by this author if available. What are snippets?
Snippets are texts you edited that either you or other Full Poster members may reuse elsewhere on Full Poster, for instance inside blogs, as if they were quotations. Publishing a snippet implicitly means you accept it will be available to other members too for inclusion. If your snippets are included in the texts of other members, it will be printed a link that credits you as the author of the included snippet. Snippets are very useful in case of long quotes, exemplary descriptions or codes that you plan to use often, because they spare you the need to type their texts again, and they increase your visibility via the products of other members. If a member has banned you from his/her friends you will not be able to include his/her snippets as long as the ban is active. To Insert a snippet you must know its unique Identification Number, and then use the following syntax: either a white space or a new line, then an exclamation mark immediately followed by the identification number of the snippet to import, and then again either a white space or a new line: !1234567 You can't insert snippets within other snippets. See the list of the snippets by all authors.
Racconta Coleridge * (...) una volta sveglio pensò di scrivere quello che aveva sognato; aveva già scritto una trentina di versi, quando gli venne annunciata una visita di "un uomo da Porlock". Coleridge si sentì obbligato a riceverlo. Passò con lui quasi un' ora. Ma al momento di rimettersi a trascrivere quello che aveva composto in sogno, si accorse di essersi dimenticato il resto; si ricordava solo il finale del testo - altri ventiquattro versi. (...) Sarà stato per una coincidenza fortuita che è spuntato questo seccatore sconosciuto a disturbare una comunicazione fra l'abisso e la vita? (...) Ciò che capita a tutti noi quando in questo mondo tentiamo con la sensibilità per cui si fa arte, di comunicare, falsi pontefici, con l' Altro Mondo di noi stessi.
Il fatto è che tutti noi, quando componiamo, anche se siamo svegli, è come se lo facessimo in sogno. E a tutti noi, anche se nessuno viene a trovarci, si presenta dal nostro intimo "L'uomo di Porlock", il seccatore inatteso. Tutto quanto veramente pensiamo o sentiamo, tutto quanto veramente siamo subisce (quando lo esprimiamo anche solo a noi stessi) l'interruzione fatale di quel visitatore che siamo noi, di quella personalità estranea che ciascuno di noi ha in sè (...)
Questo visitatore - perennemente sconosciuto, pur essendo noi, "non è nessuno" - questo seccatore - perennemente anonimo perchè, pur essendo vivo, è impersonale - tutti noi lo dobbiamo ricevere, per debolezza nostra, tra l'inizio e la fine di una poesia concepita per intero, che non permettiamo a noi stessi di vedere scritta. E quello che di tutti noi, artisti grandi o piccoli, sopravvive realmente, sono frammenti di ciò che non sappiamo cosa sia, ma che sarebbe, se ci fosse stato (...)
Fossimo capaci di essere fanciulli, per non avere visite, nè visitatori che ci sentiamo obbligati a ricevere! Ma non vogliamo fare aspettare chi non esiste, non vogliamo offendere l'estraneo che è in noi. E così, di quello che sarebbe potuto essere, resta solo ciò che è: della poesia, o della opera omnia, solo il principio e la fine di qualcosa andato perduto - disjecta membra che come disse Carlyle, sono ciò che resta di ogni poeta, o di ogni uomo.
Il Traduttore Invisibile
E' come se ci fosse in noi una parte superiore dell' anima che per natura conoscesse tutte le lingue e avesse letto tutte le opere (...)
Perchè non dovrebbe esserci una comunicazione occulta da anima ad anima, un comprendersi senza parole, mediante il quale indoviniamo l'ombra visibile attraverso la conoscenza del corpo invisibile che la proietta (...) Chissà, perfino, se in qualche stato prenatale non ci siamo trovati faccia a faccia con l' opera, non nel corpo verbale che possiede in questo mondo, ma nel suo spirito; se non sia possibile, soltanto sentendone parlare, sapere subito di che si tratta, nella sua autentica essenza e vita; e se poi, leggendo male o non leggendo affatto, non venga suscitata in noi, non una comprensione, sia pure intuitiva, ma una profonda e sottile memoria?
Chissà, per di più, se in questo stato prenatale, ancora fuori dallo spazio e dal tempo, non abbiamo già visto tutto, il passato e il futuro di questo mondo, sub specie aeternitatis; e così, una volta in grado di risvegliare in noi questa anamnesis, se non siamo, oggi, noi stessi traduttori invisibili, signori inconsapevoli delle opere che devono ancora nascere nel corso futuro del mondo? (1) Perciò non sorrido, o meglio non sorrido sempre e immediatamente, di coloro che mi parlano di Shakespeare senza conoscere l'inglese - e scelgo Shakespeare come esempio perchè, fra i poeti, è quello più fedelmente sposato con l'indole e con le risorse della lingua in cui scrive e, quindi, come ogni buon marito, anche con le maniere e con gli espedienti per ingannare questa lingua. Non sorrido. Chissà se in qualche incarnazione precedente, chi mi parla non abbia conosciuto Shakespeare come fu in questo mondo, non abbia parlato con lui nei modi che usava, e non sia, senza che lui o io lo sappiamo, il traduttore invisibile di un grande amico ignorato. (2)
1.
Ma l' ispirazione può anche operare come un medium falsamente consapevole, cioè che pensa di scrivere una cosa quando in realtà ne sta scrivendo un' altra (...) E' questa forse la ragione per cui dalle favole, anche quelle dei popoli incolti, emergono tanto facilmente significati profondi.
2.
Non sapete come per tutto ci sia una ragione, come l'azione più insignificante abbia una sua funzione occulta e mistica nella logica progressiva delle cose. Perchè mai, in tutte le battaglie cui ha preso parte, Napoleone non è stato colpito neanche da una pallottola? Se sapeste almeno il perchè!
Discutono alcuni vostri scienziati se Gesù Cristo sia esistito o no. Se sapessero! Se sapessero almeno cosa è l'esistenza!
3.
Sappi, disse, che poichè tutto ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto, anche nell' occulto c'è una politica.
4.
ma al di sopra di questo stesso anelito c'è l'anelito di fuggire da Dio e dal mondo, di fondersi con il Destino. (3)
5.
Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò, come un'ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino. (4)
6.
L'intuizione è una operazione della mente tramite cui i risultati dell' intelligenza vengono ottenuti senza l'impiego della intelligenza.
7.
Tutto è trovare qualcosa. Anche perdere è trovarsi ad avere una cosa perduta. Niente si perde; si trova soltanto. (5)
8.
Il filtro della Parola Perduta li ha resi suoi amanti, ed essi la seguono, cavalieri erranti senza dama certa, lungo vie e foreste di sogno ed errore, nell' eterna selva oscura del conseguimento imperfetto.
9.
Ci sono errori di Via, errori di Locanda ed errori di Sotterraneo. Sono errori di Via quelli in cui il percorso viene scambiato per la sua finalità. Errori di Locanda (6) quelli in cui la metà del percorso viene scambiata per la sua totalità. Errori di Sotterraneo quelli in cui il sotterraneo, che sta alla base del Castello, viene scambiato per il castello stesso (per l'entrata al Castello) (...)
La prima tentazione da vincere per evitare gli errori della Via, è il Mondo. La seconda tentazione da vincere per evitare gli errori della Locanda, è la Carne. La terza tentazione da vincere per evitare gli errori della Cripta, è il Diavolo. Le tentazioni sono comuni a tutte le vie, ma il mistico è più soggetto alla tentazione del Mondo (7) , il mago alla tentazione della Carne (8) , lo gnostico alla tentazione del Diavolo (9)
10.
Il purgatorio vuoto di un' ascesa sbagliata.
11.
La magia e l'alchimia sono illusorie come la scienza e la sessualità, che sono le loro rappresentazioni nel basso mondo. (10)
12.
La disposizione mondana delle cose, che sono generate dal Fuoco, è raffigurata dal simbolo del Fuoco, che è la Piramide (da pyr(11) , che in greco significa fuoco). Ciò equivale a dire che, per quanto riguarda gli ordini delle cose, Uno è in cima, Due nel mezzo e Tre in basso. L Uno è in cima perchè il vertice è puntiforme; il Tre in basso perchè la piramide ha tre facce, ognuna composta da un triangolo equilatero; il Due nel mezzo perchè, sebbene niente nel mezzo sia materialmente o numericamente due, Due è tuttavia quello che sta fra Uno e Tre. (12)
13.
C'è poi l'iniziazione esoterica. E' diversa dalla precedente perchè il discepolo deve cercarla, desiderarla e prepararla dentro di sè. "Quando il discepolo è pronto" dice il vecchio detto degli occultisti "anche il Maestro è pronto".
C'è infine la iniziazione divina. Questa non è impartita nè dagli essoterici o esoterici minori, come la iniziazione essoterica, nè dai maestri o esoterici maggiori, come quella esoterica. Proviene direttamente, e al di sopra di tutti costoro, dalle mani stesse di Colui che chiamiamo Dio. (...)
Iniziato divino è, ad esempio, Shakespeare. A questo tipo di iniziazione si dà comunemente il nome di genio.
Quando Shakespeare ha detto: "Alcuni nascono grandi, altri arrivano alla grandezza e ad altri la grandezza è imposta", ha dato, forse senza volere e pensando di essere ironico (13) , la chiave delle tre iniziazioni in ordine discendente. Non ha significato diverso la frase di Cristo che dice la stessa cosa: "Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi". Qui, con un' espressione simbolica di facile intuizione, si esprime con l' eunuchismo quella distanza dagli altri che caratterizza la iniziazione.
14.
L'emblema dell' ordine: un cavallo montato non da uno ma da due cavalieri (...) La povertà dell' Ordine che non avrebbe avuto abbastanza cavalli per i suoi cavalieri. Significa qualcosa di ben diverso: la doppia struttura dell' ordine, il fatto che esso aveva un aspetto militare e uno sacerdotale (...) Il primo era in rapporto con la Chiesa di Roma e a questo subordinato e obbediente, il secondo non doveva o non poteva dovere obbedienza a nessun essere sulla terra.
15.
Il supplizio fisico di Jacques De Molay (...) Tutta la civiltà moderna, dalla Riforma ai giorni nostri, nel suo aspetto di opposizione e di corruzione nei confronti della chiesa e dei suoi principi, è la vendetta incarnata di Jacques De Molay.
16.
L' Ordine Di Cristo non ha gradi, tempio, rito, insegne o lasciapassare. Non ha bisogno di riunirsi, e i suoi cavalieri, se così li vogliamo chiamare, si conoscono senza sapere nulla l'uno dell' altro, si parlano senza servirsi di ciò che propriamente si chiama linguaggio. Quando si è scudieri dell' Ordine, non vi si è ancora entrati; quando si è maestri, non gli si appartiene già più. Con queste parole oscure è detto quanto basta a chi capisce, che lo voglia o lo sappia, ciò che è l' Ordine Di Cristo, il più sublime del mondo. (14)
17.
Ogni uomo che debba aprirsi una via verso l' Alto incontrerà di continuo ostacoli incomprensibili. Se fosse soltanto per gli ostacoli che si frappongono al cammino e che spronano, per il pericolo o la resistenza immediata, andrebbe tutto bene e gli ostacoli stessi sarebbero uno stimolo a procedere. Ma egli ne troverà altri: gli ostacoli subdoli, che fanno male e piegano; gli ostacoli suadenti, che stordiscono e ammaliano; gli ostacoli affettivi che, come accadde a Orfeo, lo indurranno a voltarsi verso l' Averno proibito.
18.
data la ampiezza di questa definizione, e considerando che per "società" si intende un gruppo di individui legati da un obbiettivo comune, e che per "segreto" si intende ciò che, almeno in parte, si compie lontano dagli occhi del pubblico, oppure che, una volta compiuto, non si rende interamente di dominio pubblico, posso fin d'ora denunciare al signor José Cabral una società segreta: il Consiglio dei Ministri.
19.
La prima conseguenza sarebbe questa: assolutamente niente. (15)
20.
Una geometria del predire.
21.
La profezia di san Francesco di Paola. Egli afferma che ci sarà una "religione nuova" - si noti bene, "nuova" - ma questa religione sarà imposta o sviluppata da individui che chiama "cruciferi". tale denominazione indica che questa religione è cristiana (...) la qualifica di "nuova" indica però che non si tratta della religione cattolica, poichè per san Francesco di Paola, che ovviamente era cattolico, una religione nuova è un cristianesimo non cattolico.
22.
Ora, proprio come si possono formare, si sono formate, ed è stato utile che si formassero geometrie non-euclidee, non vedo quale ragione si possa invocare per sostenere che non si possono formare, non si formino, e non sia utile che si formino, estetiche non-aristoteliche.
23.
Questa condizione dell' anima è il misticismo, che consiste nell' avere il chiaro sentimento di qualcosa di cui non si conosce la natura.
Se, come sembra, le cose stanno così, ne consegue che in ogni ambito umano dove non può darsi scienza, deve necessariamente darsi misticismo. E poichè i temi sociali appartengono a questo genere di ambito, tutta la sociologia, e quindi tutta la politica, dal momento che la politica è sociologia ignara di sè, sarà essenzialmente una mistica (...) dunque ogni politica deve fondarsi essenzialmente su una mistica.
24.
ma nello stesso tempo gli elementi che compongono la materia hanno un altro significato: esistono non solo come materia, ma anche come simbolo. C'è, ad esempio, un ferro-materia; ma contemporaneamente lo stesso ferro è un ferro-simbolo. Ciascun elemento simboleggia una determinata linea di forza sovramateriale e può quindi essere oggetto di un' operazione, o azione, che lo alteri e lo tocchi non solo in quanto elemento, ma anche in quanto simbolo. (...)
L' operazione alchemica è questo. (...) si propone di trasformare e dominare ciò che la materia simboleggia.
25.
i tipi mentali superiori dell' umanità: quelli che amano il sapere solo per il sapere, la virtù per la virtù, la bellezza solo per la bellezza. Nell' uomo inferiore, invece, l'idea di sapere è sempre legata a quella di utilità, l'idea di virtù a quella di premio, l'idea di bellezza a quella di piacere.
26.
"Ho visto Iside" disse. "L'ho toccata. Eppure non so se esiste".