Apparentemente c'è poco da capire.
Eppure, vi sono delle osservazioni tutt'altro che pleonastiche o peregrine da fare alla luce della seguente fenomenologia: ovvero capita sempre più spesso di trovare persone iscritte alla massoneria che negano con forza di avere mai riscontrato qualunque tipo di deviazionismo (cosa si intenda con questa terminologia sarà presto illustrato) nonostante abbiano frequentato la Massoneria anche per due decenni, e altre che insitono a dire che invece il deviazionismo sussisterebbe - anche se in quest' ultimo caso non lo definiscono deviazionismo ma tentano in maniera invero piuttosto goffa di rappresentarlo agli altri, e forse anche di autorappresentarselo, come un evento del tutto normale con il quale o si dovrebbe convivere pacificamente o che tutto sommato potrebbe essere benevolmente condonato se non, nei peggiori casi, addirittura auspicato.
Andrebbe sottolineato che, quanto a questa ultima tipologia di opinioni, ci stiamo riferendo non a persone che nella massoneria non sono mai state epperò che pretendono di conoscerla meglio di chi invece vi è iscritto: per tali persone infatti v'è poco da fare: come direbbe John Locke
* "essi sono convinti perchè sono convinti, dunque non ha alcun senso discutere con loro"; e se un
outsider può ritenere in tutta onestà intellettuale di saperne più di un
insider, il cortocircuito logico si sottrae ad ogni riscontro probatorio.
Ci si riferiva piuttosto a persone che alla massoneria sono iscritte, e che dunque si possono presumere dotate di una qualche cognizione di causa non aleatoria.
Ora, se persone adulte e responsabili, dotate di una razionalità sufficientemente adeguata, provviste di una onestà intellettuale sufficiente, nonchè sufficientemente smaliziate da non potere essere ritenute raggirabili con eccessiva facilità, possono ciò nonostante intrattenere opinioni così divergenti sullo stesso soggetto che conoscono per frequentazione diretta, delle due l' una: o dobbiamo concluderne che uno dei due mente (epperciò che sarebbero
tutti deviati), o che deve sussistere un qualche terreno ove una spiegazione
tanto razionale quanto convincente possa rinvenirsi a riconciliare questa apparente contraddizione.
Intanto definiamo cosa si intende (se non in senso generale, almeno in questo contesto) con deviazionismo massonico:
- E' presente una qualche forma di malversazione, ovvero vengono commessi dei reati.
- Suddetta malversazione ha un carattere sistematico almeno in una Loggia: questo elemento è essenziale poichè la malversazione occasionale non pertiene ad alcun ambito specifico: in qualsivoglia ambientazione umana ci si trovi a muoversi, è sempre possibile rinvenire persone che non sanno esimersi dal commettere o scorrettezze o crimini.
Va sottolineato che poichè le massonerie (ne esistono diverse) sono organizzate in Logge e poi in una Gran Loggia che presiede a tutte le Logge di quella massoneria specifica, non si è mai riscontrata finora una sistematicità che coinvolgesse una intera Gran Loggia o, usando termine affine ma più specificatamente latino, un intero Grande Oriente.
- Se sono rispettati i due punti di cui sopra, allora sembra trattarsi di fenomeno specificatamente italiano - segnatamente la vicenda della Loggia P2.
Non sono infatti noti fenomeni di deviazionismo negli Usa, o nel Canada, o in Australia, o in Giappone, o nel Regno Unito, o in Danimarca, o in Germania, o in Olanda, e nemmeno a Cuba (dove la massoneria c'è eccome).
Solo in Italia; almeno finora, certo. Ma il semplice dato storico che l' Italia abbia costituito tanto a lungo l'unica istanza esibibile in merito e con cotanta appariscenza, deve necessariamente significare qualcosa; a meno che non si voglia ascrivere significanza solo a quel che più aggrada ad una tesi precostituita.
L'ultimo punto ci mette sulla strada giusta.
Essendo il deviazionismo fenomeno italiano, deve essere stata una specificità storica italiana a determinarlo o a fornire l' elemento decisivo per la precipitazione effettiva dell' evento stesso.
In effetti, l' errore consiste proprio nel credere che il deviazionismo sarebbe espressione massonica:
non lo è. Si sviluppa in massoneria, in Italia: ma non vi
origina.
L' Italia, ospitando il famigerato "partito antisistema" ovvero il più grande partito comunista dell'
occidente (il
Partito Comunista Italiano * ), è stata nell' ambito occidentale uno dei terreni di scontro più intensi della Guerra Fredda
* . Tale guerra fredda si è condotta su più piani e su più livelli, molti dei quali hanno anche dato origine invero a teorie cospirazionaliste o ridicole o, francamente, del tutto prive di riscontri probatori (buona parte della cosiddetta strategia della tensione
* annovera tali teoremi): il che ovviamente non toglie che la guerra fredda è stata combattuta eccome in Italia (una parte non indifferente della cosiddetta strategia della tensione
* , annovera fatti
accertati): come tutti i fenomeni intensi, essi sono fatti tanto di storia quanto di mitologia, e la credulità delle persone non si fa smaliziata solo perchè la ipotesi irrealistica in cui credono è abbastanza convoluta da farsi perversa (esempi illustri dal passato:
Charles Mackay * :
Extraordinary Popular Delusions).
Una volta caduto il Muro di Berlino
* nel 1989 e conclusasi la guerra fredda con la dissoluzione della Unione Sovietica
* , l' Italia è stata interessata al fenomeno di Mani Pulite
* (iniziato nel 1992). Mani Pulite scalzò in un soffio una intera classe dirigente che fino al giorno prima era stata tra le più coacerve e resistenti:
evidentemente, tale resistenza non gli proveniva da forze autoctone. Si potrebbero immaginare coperture di Servizi Segreti o degli Stati Uniti, fatto sta che con il crollo del Muro di Berlino queste coperture, quali che esse fossero, vengono subito
ritratte e quella classe politica che prima pareva
inamovibile e che sussistette per oltre
cinquanta anni, viene rimossa in pochi mesi. Perchè se tale classe politica fosse stata una classe politica che si reggeva sulle
proprie gambe, non si vede perchè sarebbe dovuta esser travolta quasi in un giorno solo quasi che qualcuno o qualcosa gli avesse d' un tratto tolto il terreno di sotto i piedi.
Della vicenda P2 invece si inizia ad occuparsi nel 1974, e cito:
Nel Dicembre 1974, al culmine della strategia della tensione diversi magistrati iniziarono ad occuparsi del "gruppo di Gelli" (fonte)La Commissione Anselmi che pose fine alla P2 è del 1981. Si fa presente che l'ultimo segretario generale dell' Urss che non presiedette alla necessità di ristrutturare un collasso ormai imminente della Unione Sovietica fu Leonid Breznev
* (1906-1982).
Lo smantellamento del fenomeno piduista italiano dunque appare come il primo contraccolpo italiano di quella parabola discendente dell' impero Sovietico, una sorta di prova generale di Mani Pulite; perchè poi i contraccolpi del crollo Sovietico si fa presente che non potevano non riverberarsi in Italia dove vi era, come detto, il maggiore partito comunista d' occidente, uno dei cui Segretari Generali (Palmiro Togliatti
* ) partecipava addirittura su terreno russo alle riunioni presiedute da Stalin
* pur senza ricoprire alcuna carica di governo che giustificasse tale partecipazione.
In altri termini la P2 perteneva assai verosimilmente al quadro della
Guerra Fredda e a quegli obbiettivi era funzionale (o quantomeno lo era finchè non cessò di esserlo: che è un truismo, ma alle volte le verità si presentano proprio con la massima semplicità, ovvero proprio come tali) e pertanto anche Licio Gelli, il Maestro Venerabile della loggia P2, non era tanto espressione della massoneria quanto dei servizi di intelligence e italiani e probabilmente internazionali che lo sostenevano, sponsorizzavano e proteggevano: Licio Gelli stesso vantò frequentemente frequentazioni internazionali tanto estese da non avere paralleli nemmeno con capi di Governo italiani.
Venute meno queste protezioni, venne meno
tutto. Perchè il fenomeno piduista non si autoalimentava, ma era probabilmente eterodiretto, così come le classi politiche italiane si rivelarono come non sostenute da poteri indigeni quando crollarono con Mani Pulite.
A questo punto ci si spiega come mai alcuni massoni oggi dichiarano di non avere mai riscontrato alcun deviazionismo: perchè
non può più esserci, dunque come avrebbero potuto riscontrarlo? Dicono il vero. Lo si potrebbe semmai vagheggiare, ma poichè il deviazionismo vero
non stava in piedi sulle proprie gambe ma per via dei fili che ce lo tenevano, non lo si potrebbe mai più riprodurre con lo stesso "successo".
E spiega perchè altri dicono che invece il deviazionismo vi sarebbe ancora e sarebbe norma: adusi o ad una
forma mentis oramai obsoleta, o nostalgici di un passato che non c'è più, o cresciuti in un milieu dove gli echi di quel passato ancora si odono come suoni che si disperdono, o sufficientemente vanitosi e ottusi da credere che il motivo per cui malversavano al buio fosse la loro abilità personale anzichè le protezioni che li manipolavano così facilmente e così grandiosamente, vedono l'ombra sul cuscino dove altri hanno giaciuto e si dicono: questa dormita me la sono fatta io, o almeno se altri che erano iscritti come me se la sono fatta in passato, allora deve significare che anche io potrei farmela in qualsiasi momento. Dicono il vero anche loro: in effetti qualcuno o qualcosa c'era, e il simulacro vuoto ne è rimasto a testimoniarlo; la deduzione che loro potranno riempirlo grazie a vizi o virtù proprie però non è vera, è solo logicamente plausibile, ma vola sulle ali della illusione; è tecnicamente corretta, ma praticamente millantata.
Va da sè che non possono fare proprio niente: sono come uomini in un bar che al quarto drink iniziano a straparlare di prestazioni strepitose, magari altrui o che non sarebbero mai capaci di avere se un
pusher venuto dal freddo non gli fornisse la droga adatta, e per i quali tutte le signorine sedute al banco starebbero guardando proprio loro.
Epperò ci credono, magari in buonafede; ma, quel che è peggio, talora riescono ancora
oggi a farlo
credere agli altri.
Vorrei a tal proposito aggiungere alcune osservazioni il cui senso chiarirò subito:
- Cito da un libro (peraltro non bello) di Vasco Pratolini * :«"La rivoluzione è ancora in marcia. Se ne accorgeranno i signori padroni!"
"Chi la dovrebbe fare questa rivoluzione?"
"Il popolo, noi operai!"
"Quanti sono, rispetto al totale, gli operai iscritti al Fascio, nella tipografia dove lavori?"
Mario si fece serio d' improvviso, come per una rivelazione improvvisa. E col disappunto di chi cerca una cosa e dopo averla tanto cercata se la trova davanti agli occhi, ed allora è incerto se sia o non sia (...)
"E la tipografia di chi è?"
"Di un tale che la dirige assieme ai suoi tre figlioli e la cognata..." e già muovendo il passo da solo Mario aggiunse: "Fascisti tutti e cinque!"»Insomma, la classe operaia forse va in paradiso, ma di certo quando vota è capacissima di votare Benito - e quando non vota è capace di appoggiarlo comunque.
- Un mio amico lavora duramente come panettiere. Il suo caporeparto alla fine cerca di darsi una spiegazione di come mai egli lavori senza cercare scappatoie come fan tutti gli altri, e esclama: "Gianni lavora tanto, ma è perchè ha il mutuo sulle spalle, ecco perchè". Ma Gianni non ha contratto alcun mutuo. Eppure il caporeparto, un uomo che per 1000 euro al mese comanda tre miserabili come lui, si comporta come se egli di mutui non potesse mai aver bisogno: come se fosse ricco, e potesse dunque permettersi di irridere i mutui degli altri.
Non gli interessa che tu lavori: gli interessa rammentarti che tu puoi essere umiliato.
- Io mi reco a vendere 120 CD usati di ottima qualità e conservazione in un negozio di dischi usati. Li venderei a un euro l' uno: li devo buttare perchè ho convertito tutto in mp3 ormai, e allora tanto vale venderli anche se a poco.
Anzichè 120 Euro me ne propongono 50; io ribatto che a meno di 60 non li vendo. Mi propongono 55, io ripeto 60: non me la sento di vendere a meno di 50 centesimi il pezzo, mi sembra una presa in giro. Il collega dell' uomo con cui contratto sopraggiunge e con fare sagace e risolutivo dice: "Cinquanta o niente, è quello il prezzo giusto"; ovvero nemmeno i 55 suggeriti dall' altro. E ovviamente per cinque euro perdono 120 CD, perchè io me li riporto a casa.
Evidentemente, il collega si sentiva illuminato da quello che forse riteneva il vero senso, fiuto e talento per gli affari: e dunque giustamente animato da esso si perde tutti i CD per risparmiare ben... 5 euro.
Persone che, come me, non hanno mai avuto la minima inclinazione per gli affari, epperò diversamente da me ritengono di averla, reputano sè stesse come se fossero uscite dalla Business School di Harvard, e per risparmiare 5 euro perdono una acquisizione significativa per la loro attività, probabilmente raffigurandosi la cosa come la giusta intransigenza che il vero capitalista avveduto deve esibire.
Le persone ricavano una enorme soddisfazione personale dal sentirsi potenti nella loro miseria: e più sono miserabili più la soddisfazione importa. E altrettanta soddisfazione ricavano dal presumere di detenere il controllo delle situazioni, nonostante le loro intere vite siano lì a testimoniarli che loro non hanno mai mai avuto il controllo proprio su un bel niente; e queste soddisfazioni meschine non solo costituiscono una specie di irrinunciabile
fringe benefit del loro già scarso salario o profitto, ma spesso si ha addirittura l' impressione che essi tesaurizzino molto più questo tipo di piaceri ancillari piuttosto che il salario o il profitto realmente monetizzato. Forse lavorerebbero anche gratis, se potessero permettersi di delibare questi abusi e idiosincrasie senza limiti e remore.
Insomma, "Vanità delle Vanità" come dice Qoelet
* o, su un piano meno erudito: "Vanità: decisamente il mio peccato preferito" come declama Al Pacino
* nella frase finale de L' avvocato del diavolo
* .
I massoni, non fanno eccezione
affatto. La vanità unita alla puerilità di carattere si trova dappertutto nelle ambientazioni umane: c'era nella aristocrazia, c'è nelle classi dirigenti e c'è come abbiamo visto nel proletariato, e dunque c'è anche in massoneria; e allora per quale motivo uno che si è iscritto alla massoneria e possiede a profusione tanto la vanità quanto la puerilità non dovrebbe levarsi lo sfizio di fare credere agli altri che lui chissà quali misteriose e influenti cose farebbe nel mentre che non fa nulla se non che illudersi, o attingere ad un passato di memorie nel quale egli si credeva protagonista e invece era solo burattino e pedina sacrificabile?
Eppoi, d'altra parte: «essere potenti è come essere una Signora: se devi spiegare alla gente che lo sei, significa che non lo sei.» (Margaret Thatcher
* ).