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Sender: ALBERTO

Select A Random Entry In A Database With PHP

Saturday March 6, 2010 - 09:13:27
Topic: 86 permalink
Inclusion syntax: !s86
Visits: 28
'SELECT * FROM foo LIMIT '.(rand(1,$maxNumber)).', 1';  
 
Random selection of a db entry without messing up in the least with queries. It only requires $maxNumber does not exceed the available entries. That easy.  
It took me time to free myself of what we read online or on manuals to achieve that!
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Sender: ALBERTO

L' Autorevole Ignoranza E L' Esperimento Milgram

Tuesday January 12, 2010 - 13:16:42
Topic: 85 permalink
Inclusion syntax: !s85
Visits: 126
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_Milgram * Non so una cosa. Mi arriva una persona con una divisa che mi fornisce la versione sbagliata di quella cosa. Immediatamente dico che la sapevo, e che la avevo sempre saputa proprio così come la ho appena sentita. Ne arriva una altra sempre in divisa che mi conferma la versione sbagliata di quella cosa. A questo punto sono fermamente persuaso che l'errore propinatomi sia la versione corretta. Tutto questo perchè non uso mai la mia testa: so bene che non c'è da fidarsene.  
 
Mi è venuto da ripensarci pochi giorni fa: è un esperimento che spiega (o meglio: illustra) anche più di quello che spiega e finanche nelle nostre vite quotidiane. Dai una divisa ad un errore, e troverai seguaci. Le persone non si fidano dei propri ragionamenti, ma si fidano ciecamente di quelli altrui se in divisa. Terrorizzati dalla idea di sbagliare con la propria testa, preferiscono farlo con quella degli altri. Introduci un malcostume, e poi crea un reggimento in divisa che segue quel malcostume: si propagherà con la velocità di un virus, e diventerà una profezia che si autorealizza. Insomma, milioni e milioni di mosche, mica potranno sbagliarsi tutte no?  
Per scongiurare la arroganza che non cede su un punto sbagliato, si affidano alla credulità che cede su un punto sbagliato.  
 
Voltaire scriveva: "cosa c'è di più venerabile che un antico abuso?". La verità si autodefinisce come funzione del numero di seguaci e della loro presunta autorità - quest' ultima intesa come la facoltà di essere ignoranti con autorevolezza.
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Sender: ALBERTO

The Strange Country Within The Good Book

Tuesday January 5, 2010 - 05:33:07
Topic: 84 permalink
Inclusion syntax: !s84
Visits: 161
When a book is a good book it is made in such a way that no matter whichever page you start and whichever page you quit, it has already told you a good story, self-sufficient in itselfe, and it always fulfills its promise to supply you with either inhuman a truth or beautiful an enigma.
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Sender: ALBERTO

La Disutile Utilita' Dell' Avere Una Ideologia

Monday November 2, 2009 - 12:31:34
Topic: 83 permalink
Inclusion syntax: !s83
Visits: 288
L'ideologia serve al politico per garantirsi il tuo voto indipendentemente da quel che fa: a questo, e a niente altro, serve dividersi fra destra e sinistra.  
 
Infatti, la obsoleta categoria destra/sinistra nasce in concomitanza con l' evoluzione democratica, ed è un modo per perpetuare in essa quella obbedienza incondizionata alla corona che, in assenza di corona, non era perpetuabile altrimenti: è quella che alcuni autori han definito "La Persistenza dell' Ancien Regime".  
Ogni volta che votate pensando agli schieramenti ideologici, non ha nessuna importanza se siano di destra o di sinistra, cioè ogni volta che tributate la vostra fedeltà elettorale nel nome di un frainteso senso di integrità della identità ideologica o per indisponibilità ad ammettere che il vostro voto è stato viziato da un errore per quanto transeunte, non state votando nè per la destra nè per la sinistra, ma per un tiranno.  
Bisognerebbe votare a seconda di quel che il politico fa e non fa, senza nessuno scrupolo o pregiudizio nel cambiare gli schieramenti: la qual cosa è proprio quanto il politico in democrazia teme piu di ogni altra cosa, perchè i governi non li fa chi vota sempre alla stessa maniera, ma chi cambia voto su basi prammatiche e non ideologizzate.  
Quando vi dicono che Berlusconi è fascista, o Berlusconi vi dice che gli altri sono di sinistra, vi stanno entrambi chiedendo di votarli senza guardare a quel che fanno: a occhi chiusi, sulla base di una mera valutazione ideologica che deve essere idonea a transigere su tutto il resto e a compensare ogni ulteriore incoerenza.  
 
La libertà dell' elettore gliela conferiscono solo la legge e la sua capacità di votare ogni volta indipendentemente dal pregiudizio ideologico.  
In questa equazione, qualsiasi delle due variabili venga meno, ne pregiudica l'equilibrio.
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Sender: ALBERTO

Fascismo Di Sinistra, Marxismo Di Destra

Sunday October 11, 2009 - 14:43:47
Topic: 82 permalink
Inclusion syntax: !s82
Visits: 410
"Non si può insultare un premier eletto dal popolo" (Berlusconi)Qui manca una cognizione fondamentale: la democrazia non è quel sistema dove chi vince fa come vuole, ma quel sistema dove chi vince non può far nulla per colpire chi perde: è una tutela delle minoranze prima che una delega alle maggioranze. Il sistema dove la maggioranza fa come vuole non si chiama democrazia: si chiama marxismo.  
 
Sembra non essere nota la tematica della dittatura della maggioranza, infatti: la quale ha attraversato le discussioni della filosofia politica da Rousseau a Tocqueville - sfociando appunto nella "dittatura del proletariato" di Marx.  
 
E' una idea aberrante che chi vince delle elezioni, chi ha i voti, fa poi quel che vuole: senza pesi e contrappesi, senza battaglia politica, senza inchiesta giornalistica, senza controlli giuridici, senza contraddittori parlamentari.  
 
Nè è possibile reclamare professionalità, quando si ravvisa una ipotetica problematica costituzionale (il ruolo della Corte suprema) solo allorquando questa si pronuncia contro i nostri desiderata.  
 
Nè è possibile che con una maggioranza ripetutamente dichiarata come del "70 per cento", ci si dichiari perennemente scontenti e vittime inermi: se non che implicitamente suggerendo o che si vorrebbe il 100% o che solo con numeri superiori al 70% si governerebbe come si vuole - cioè che si sarebbe degli inetti, non riuscendo a farlo col 70.  
E' tutto assurdo.
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Enten-Eller

Tuesday October 6, 2009 - 13:11:05
Topic: 81 permalink
Inclusion syntax: !s81
Visits: 365
Mi ricordo che Umberto Galimberti (uno che scrive benissimo: sempre lo stesso identico libro, ma lo riscrive sempre benissimo) si lamentava proprio della logica aut-aut che lui qualificava come una "logica disgiuntiva", che come tale ridurrebbe le opzioni anzichè incrementarle, tipica del cosiddetto (e perennemente lamentato, non si sa bene come mai) "mondo occidentale".  
 
Dipende da come si vedono le cose. Perchè dire aut-aut può anche essere un modo di integrare i due contrapposti.  
 
Se io dico "come moventi valgono: o le cause o i fini", che nella petizione sia implicita un imperativo alla scelta, dipende dalla interpretazione di chi ascolta.  
Nulla infatti impedirebbe di notare che può anche essere recepito come un invito a risolvere una aporia, e quindi a superarla in maniera sintetica e non, appunto, "disgiuntiva".  
 
Il problema se prevalgano le cause o i fini, esiste. Puoi risolverlo vedendo l'aut-aut come un imperativo alla scelta; o puoi ignorarlo e abdicare ad ogni scelta; o languire nell' indecisione; oppure puoi risolverlo vedendolo come un invito a capire dove sta il sofismo che diuturno ci irretisce nei dilemmi della ragione che veglia.
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Uomo E Donna: Il Darsi Infelice E Quello Incomprensibile

Saturday October 3, 2009 - 22:35:09
Topic: 80 permalink
Inclusion syntax: !s80
Visits: 383
«Devo ringraziare due cari "amici" se sono diventata arida come il deserto. Al posto del cuore, c'è materiale in decomposizione.»Mai consegnare il cuore agli altri: questo è uno dei rischi - o dovrei forse dire, aimè, delle certezze?  
Può essere bello consegnarlo, ma non bisogna sopravvalutare i destinatari - e alle volte nemmeno i mittenti, dopo tutto.  
Invece, bisognerebbe come dice Kierkegaard "essere fondati trasparentemnete su sè stessi".  
 
In un certo senso però questo torna più facile all' uomo.  
Per la donna, veicolare la conoscenza di sè o la trascendenza (senti che paroloni) e la metafisica tramite il rappporto sentimentale sembra essere un percorso privilegiato, laddove invece all' uomo sembra tornare più facile fondare i rapporti sentimentali sul sentimento, quelli trascendenti sulla trascendenza, i raccordi metafisici sulla metafisica, e la conoscenza di sè sulla conoscenza di sè.  
 
In parte, o talora, è proprio per questo che è un dialogo fra sordi: non è che la donna chiede qualcosa che l'uomo non vuole dare, è che chiede qualcosa che l'uomo non capisce perchè dovrebbe dare.
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Rivalutazione Dei Disvalori: La Scena E' Insurrezione.

Friday October 2, 2009 - 13:02:21
Topic: 79 permalink
Inclusion syntax: !s79
Visits: 400
Più passa il tempo più mi convinco che amministrare il caos è l' essenza di ogni organizzazione: e prima e dopo il suo statuirsi.  
 
Le organizzazioni sono sempre disorganizzate: anche se fossero poco disfunzionali, ci si metterebbe comunque la scena che è sempre, per sua natura per antonomasia e per definizione, una potenziale sfida a ogni previsione.  
 
La vera dimensione metafisica del soccorso, il piano sul quale il soccorso davvero ingaggia l'essere, il piano sul quale gli richiede silenziosamente di formarsi e fondarsi psicologicamente, è molto più la gestione dell' ingestibile, la consapevolezza che forse si dovrà operare nel caos piu totale, la vanificazione di ogni possibile competenza, che la sofferenza del paziente - quest' ultima si inserisce in un secondo momento.  
 
Si deve cercare di essere comptenti, ovvio (io nel mio umilissimo ruolo): ma l'elemento più spaventevole e anche più entusiasmante della cosa è proprio questo: la scena è potenziale sfida ad ogni ortodossia e sapere, la scena è insurrezione.  
 
"Prima ti conoscevo solo per sentito dire... ma adesso io ti vedo" (Giobbe).  
 
Pensando a Nietzsche che auspicava una "transvalutazione di tutti i valori", direi allora che la scena (dalla partenza all' arrivo, dalla culla alla tomba) è rivalutazione dei disvalori: gestisci questa cosa ingestibile, pareggia questo conto impareggiabile, fallisci - e ora trova un senso a tutto questo, se ti riesce!  
 
Questa sfida muta, questa domanda implicita, ci viene posta ogni volta: spesso non la si sente, ma è un peccato: perchè essa costituisce la ricchezza e l'opulenza etica del soccorso - quel che rimane alla fine del giorno più amaro.  
Tutto il resto è bancarotta.
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Sender: ALBERTO

Una testa di cazzo che ride

Thursday October 1, 2009 - 00:37:01
Topic: 78 permalink
Inclusion syntax: !s78
Visits: 422
L' incontro con psiche va scongiurato. Il dolore: va narcotizzato. La melanconia: va distratta. La depressione: va impasticcata. La disperazione: va stigmatizzata. I pensieri: vanno scacciati. La felicità diventa un fast food affollato di ipocriti e di drogati. A quel punto, cosa resta di una psicologia? Una testa di cazzo che ride.
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Sender: ALBERTO

Fatti, Parole E Catastrofi

Sunday September 27, 2009 - 20:31:10
Topic: 77 permalink
Inclusion syntax: !s77
Visits: 426
Si dice talora che le parole stanno a zero e nulla contano: quel che conta sono solo i fatti.  
 
Vero. Era Platone che (citazione non originalissima) diceva che "le parole dovrebbero essere usate per rivelarsi e non per nascondersi"; per cui se le cose andassero come dovrebbero (e non lo fanno mai) tra parole e fatti non dovrebbe esserci scarto alcuno: dovendo essere la stessa cosa, si potrebbe godere di entrambe.  
 
Ma ai nostri interlocutori piace vivere una vita falsa, quando non mitomaniaca: e il motivo per cui lo fanno è che spesso fingere basta e a loro e agli altri, mentre essere autentici non gli dà alcun vantaggio in più - e quindi si scatenano.  
 
Dimostrare con i fatti che si crede a quel che si dice, porta spesso alla catastrofe.
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Sender: ALBERTO

Dangerous Respectability: The Icewoman Cometh

Sunday September 27, 2009 - 13:06:43
Topic: 76 permalink
Inclusion syntax: !s76
Visits: 383
We have a new sentimental conundrum, for your sentimental mis-education.  
She writes: "wife who put husband in doghouse soon finds him in cathouse"; true.  
I reply: "woman who put man in a cathouse soon finds him in another's doghouse"; true.  
And though the sentences would have been better suited the former sent by a man and the latter by a woman, yet we still have a dilemma here: who's righter, or how do we solve it?  
 
I agree that a cold war is the nastier of things, and only a hot war may possibly go even worse - and since I don't like a warm peace either, because it sounds too banal, i guess I'm the cold peace type of guy: icy ladies rock 'n' roll at times.  
 
In fact: "the true man wants two things: danger and play. For that reason he wants woman, as the most dangerous plaything" (my buddy Friederich Nietzsche, of course).  
 
A woman who fails to be dangerous in order to be respectable, may end up being neither.  
As Churchill once said "You were given the choice between war and dishonor. You chose dishonor: you will have war".  
 
This may be misread as: do you mean with women you can't win? Yet maybe to some degree it may apply: a woman with whom it is not necessary to win namely whom deos not deem herself like something that ought to be won, or as a prize, and that nonetheless you could not win with if she decides to move on that tier (therefore a woman who can be "dangerous", as Nietzsche stated), can be definitely worth anyone's time - mine for sure, at any rate.  
 
As for Churchill, perhaps it ought to be paraphrased like follows: you were given the choice between not being dangerous in order to appear respectable, and being dangerous and risk not to seem respectable; you chose the former: you're going to be neither respected nor dangerous.
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Belli E Dannati: Splendidi Fuori, Belli Dentro

Tuesday September 22, 2009 - 09:48:33
Topic: 75 permalink
Inclusion syntax: !s75
Visits: 385
Quando una persona asserisce di non voler essere giudicata dall' esteriorità ma per l'interiorità; quando asserisce di non voler essere apprezzata per quel che ha, ma per ciò che è; è allora che la cosa peggiore che puoi farle è di accontentarla: perchè ogni qual volta una cosa così scontata si sente la necessità di ribadirla, è precisamente sulla base di ciò che si è piuttosto che di ciò che si ha, e sulla base della interiorità piuttosto che della esteriorità, che si possono fondare i giudizi più sfavorevoli.  
 
Sareste sorpresi nel constatare quante persone che ostentano quel che hanno (o che non hanno...), sieno esse caratteristiche fisiche o beni, e che ciò nonostante dichiarano di non voler essere giudicate per quel che hanno ma per quel che sarebbero, in realtà non han altro da fornire che quel che sembrano.  
 
Se si accontentassero di essere giudicate solo per quel che hanno, talora risulterebbero finanche passabili. Ma no, esse hanno una vanità ulteriore: occorre capitolare, e dichiararle interessanti su entrambi i fronti.  
 
E tuttavia, una volta avvicinate sul primo fronte (la esteriorità, o il corpo), e successivamente respinte proprio sulla base del secondo fronte (la interiorità, o la testa) sulle quali han sollecitato la tua attenzione, si dichiarano del tutto insoddisfatte, orribilmente fraintese, e ingiustamente mistificate.
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Sender: ALBERTO

The Beautiful And The Damned: Coyote Ugly

Tuesday September 22, 2009 - 08:40:54
Topic: 74 permalink
Inclusion syntax: !s74
Visits: 293
When a person says that s/he does not want to be judged by the exterior but only by what is within, when a person say s/he doesn't want to be appreciated by what s/he has but by what s/he is, the worst thing you can do to her/him is to do as s/he requested: for whenever such obvious a thing needs to be stated, it is exactly what s/he is and what is within that founds the reasons for unfavourable conclusions.  
 
You are going to be surprised to see how many persons who ostent what they have (or have not...), be it physical or properties, and who none the less claim not to want to be judged by what they have but by what they are, actually have nothing but what they seem to supply.  
 
So, if they would be judged only by that, they might even pass at times. But no, they have one further vanity: that of being held superlative on both accounts.  
 
Yet, once approached on the account of the former (the exterior, or the body) and later rejected exactly on the account of the latter (the interior, or the mind) upon which they solicited your unfocused attention, they declare themselves utterly unsatisfied, ravishly mystified, and ominously misunderstood.
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La Disperazione Pensata

Tuesday September 22, 2009 - 01:31:51
Topic: 73 permalink
Inclusion syntax: !s73
Visits: 268
"Nessun pensiero era per lui troppo alto, o troppo disperato" (Kierkegaard, Diario del Seduttore). Giusto. La statura di una etica non la si è mai misurata da quanto benessere può tollerare.  
 
Saper pensare la disperazione, saper pensare alla disperazione (Robert Nozick titolva un suo libro: "La vita pensata"), e anzi finanche provarvi un senso di soddisfazione nell' immergersi nelle sue acque caustiche, non è appannaggio della persona disperata. Perchè non potersi permettere di pensare alla disperazione, e dunque non poter fare altro che o viverla o negarla, questo e solo questo è davvero da disperati.  
 
Non ricordo in quale racconto di Moravia (su Bho? Su L'automa? Su La Cosa? non so) una donna illustrava ad un uomo la differenza fra la solitudine subita, nella quale si affoga, e quella desiderata, che si deliba. Una distinzione del tutto ovvia, che sanciva due situazioni esistenziali del tutto diverse - non una migliore e una peggiore, una auspicabile e una desecrabile, ma diverse.  
Quella distinzione, vale anche per altri concetti.  
 
La disperazione cercata, investigata, navigata, è da pensieri alla Nietzsche e alla Cioran, o forse alla Jonathan Swift: la disperazione subita e basta, invece quella si che è da vittime, da nosocomio. La disperazione voluta, agognata, non può essere da disperati: perchè nessuno cerca se non che quel che non ha.
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Sender: ALBERTO

Amore Senza Amore

Sunday September 20, 2009 - 17:49:47
Topic: 72 permalink
Inclusion syntax: !s72
Visits: 277
«Se fino ad oggi non abbiamo rovinato questo momento per cupidigia o intempestive anticipazioni, puoi ringraziare me Cordelia mia! Io lavoro a districare le antitesi, io tendo l'arco dell' amore per ferire più nel vivo. Come un arciere allento la corda, quindi torno a tenderla, e ne ascolto il canto.  
(...) Il metodo che io ora seguo ha pure le sue convenienze. Un uomo che si presenta in veste di cavaliere desta sospetto e resistenze contro di sè. Da tutto questo io vado esente. Non desto diffidenza, al contrario mi si riguarda come un uomo sincero cui si è pronti ad affidare una giovane donna. Il metodo ha il solo difetto di essere troppo lento, e può perciò essere adoperato solo per piegare creature interessanti» (Kierkegaard, Diario del seduttore)
Vivere l'amore per gustarne i sentimenti mi è sempre parso un po' da ingenui: è come andare all' Harry's Bar e ordinare un succo di frutta (incongruente) o un daiquiri (scontato). L'amore deve essere formativo, non sentimentale: e se non diventa una indagine nei labirinti metafisici dell' essere, è amore sprecato.  
Solo chi nell' amore non cerca l'amore, è fatto per amare: perchè ne nobilita le esigenze, e dimostra di capirne i tradimenti e i disguidi meglio di tanti altri. "Nessuno applaude un tenore perchè si sta schiarendo la voce" (le Relazioni Pericolose, film): in questa sala da concerti fatta per sentire cantare la Regina dell Notte, è invece tutto uno schiarirsi le voci sul palco, accompagnati dagli applausi scroscianti della platea - musicofilia.  
 
Ma, soprattutto, non ha mai mai mai alcunchè a che fare con l'altra persona: il che, curiosamente, ne è proprio il più diffuso frainteso - e si chiamano amori infelici proprio per questo: abbiam voluto vederci quel che volevamo vederci.  
L'amore diventa interessante solo se ti sfida a un livello superiore - questo vuol dire Kierkegaard, e per questo vale la pena di innamorarsi solo del Visconte di Valmont o della Marchesa di Merteuil!
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