Queste cose che voi trovate scritte qui sotto - prima vi devo dire cosa sono.
Sono dei temi che mi vennero assegnati a scuola quando avevo 13 anni. Li ho ritrovati da poco, e va da sè che non sono tutti quelli che ho scritto: a parte quelli redatti in classe che presumo tutti perduti, questo vecchio quaderno ne contiene solo alcuni, con dei rari tratti in penna rossa che sono le correzioni del professore; dopo di che solo una serie ininterrotta di pagine bianche si susseguono. Questo è naturale: infatti dopo l'ultimo di quei temi, e proprio a seguito di questa serie, venni fatto oggetto di provvedimenti disciplinari per le idee ivi espresse, e venni de facto allontanato dalla scuola con una pratica di mobbing ante-litteram.
Ma magari han fatto bene.
Il commento finale del professore a questa serie recita:«Forse desideri difendere la "privacy" dei tuoi pensieri con una grafia tanto difficile da leggere. Ma è bello poter comunicare agli altri le proprie idee, anche per discuterle, confrontarle, migliorarle.»Non ho cambiato una virgola dei testi, per cui essi rappresentano in tutto e per tutto virtù se ve ne sono, ingenuità che ora ravviso anche io, parecchie banalità, e anche tanti altri aspetti irresistibilmente comici talora finanche e semplicemente per via del linguaggio, di quel che era la scrittura di un giovane adolescente in una delle nostre scuole.
Ma c'era originalità e coraggio. Politicamente, è popolato di improvvise svolte a destra che portano tutte a sinistra, e di improvvise svolte a sinistra che portano a destra, con una spregiudicatezza degna di miglior penna: il piccolo Herr Nietzsche.
E, in realtà, di quell' adolescente almeno una cosa è rimasta: allergia all' accademia.
Come intestazioni di ogni tema, appongo naturalmente il titolo assegnato agli studenti per la composizione.
Con le Conquiste Spaziali l' uomo sta vivendo in una nuova dimensione; vi è arrivato perché spinto dalle due innate grandi passioni che lo agitano fin da quando è apparso sulla terra: lo spirito di avventura e la sete di conquista che Dante esalta nel suo Ulisse
Quando l' Apollo si posò sulla Luna era il 1968. Un anno che cominciò con gli auguri di Saragat, e finì con quelli di Buon Natale alla Terra, fatti da Lowell e Borman. Ma quell' anno vide anche i combattimenti più cruenti nel Vietnam, e l'assassinio di Luther King e Robert Kennedy. Fu un anno che vide il Maggio Francese, l'invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, la battaglia di Valle Giulia, la contestazione in Germania, il pugno alzato degli atleti alle Olimpiadi.
Perché l' Apollo è atterrato sul suolo selènico proprio in un anno così delicato? La missione poteva tranquillamente essere portata a termine nel '67 o nel '69. Era necessario per gli Stati Uniti che questo avvenisse nel '68. Il loro prestigio internazionale era stato distrutto insieme al Vietnam. Il comunismo, nemico mortale del capitalismo, sembrava dilagare negli stessi USA. Degli atleti alzavano il pugno alle Olimpiadi, e nessuna minaccia atomica era riuscita a fermare i carri armati di Breznev. Niente di meglio che 4 passi sulla luna per distrarre l'opinione pubblica. L'Apollo non è andato sulla luna per spirito di avventura. Non ci è andato come simbolo della volontà dell' uomo che si dice abbia un insaziabile desiderio di sapere. L' Apollo ha toccato le rocce lunari perché era il 1968.
Non facciamoci incantare da belle frasi che erigono questa impresa a vessillo della brama di sapere dell' uomo. L' Apollo ha portato innovazioni tecnologiche e scoperte scientifiche uniche ed importantissime. Ma non ha percorso 400.000 km per soddisfare un nostro capriccio. sarebbe come dire che Pizzarro andò in Perù per vedere i cactus.
Quell' astronave non solo è stata un semplice strumento per restituire all' America il prestigio perduto, ma anche una macchina cui dopo alcuni anni, sarebbero seguiti i laser e altri veicoli bellici con cui trasportare cannoni nello spazio, costruiti grazie all' abbondante mole di dati che si sono potuti calcolare con quel volo iniziato il 16 luglio.
E non generalizziamo neppure. Affermando che l'uomo è stato spinto ad andare sul nostro satellite perché tutti abbiamo il desiderio di conoscere sempre di più. L' Apollo è arrivato sulla luna e ne sono felice per il progresso scientifico, che è il fulcro del mio secolo.
Ma se non fosse partito, io non avrei certo militato fra le fila dei sostenitori di questo programma. Che si staccasse dal suolo terrestre o no, per dirci come era l'altra faccia della luna, non me ne sarebbe importato poi molto.
La missione è stata una tappa importante per la conquista del cosmo, ma è stata prima di tutto un velo gettato su quell' anno di rivolte. Non facciamoci ancora incantare dalla favola bella che ieri ci illuse, che oggi ci illude: la Luna.
Il mondo è aperto a due avventure: ricostruire da capo i valori in cui non crede più o continuare a distruggersi a vicenda
Davanti ad una affermazione di questo genere non si può fare a meno di chiedersi quali siano i valori ormai abbandonati. Potrebbero essere i valori socratici o quelli cristiani. Valori che, mentre viaggiavano da un capo all' altro del mondo, vedevano egualmente scorrersi accanto guerre, assassini e attentati. Potrebbero essere ideali naturalistici o panteistici, che mentre venivano proclamati vedevano guerre assassini e attentati. Oppure valori pacifisti che quando erano teorizzati, vedevano ancora altre guerre, assassini e attentati.
Forse l' ipotesi più probabile è la prima, quella dei valori socratici, valori di tremila anni fa. Allora, benchè venisse proclamata la integrità morale, Pericle escogitava piani di guerra, e ad Atene veniva introdotta la Oligarchia, certo non composta di santoni indiani.
E poco dopo la diffusione del messaggio cristiano ecco i barbari le guerre di Carlo Magno, i conflitti di religione nel 1500, la rivoluzione francese, le guerre mondiali. Non si può certo dire che ci sia stato un momento nel quale queste idee abbiano impedito stragi di ogni genere. Quindi come possiamo dire che accettando tali valori, tutto sarebbe rose e fiori?
L'uomo non si è mai cristallizzato in un solo principio filosofico, ma è passato da Tolomeo a Copernico, da Socrate a Nietzsche, da Eraclito a Parmenide. Sarebbe assurdo pensare di fermare adesso questa evoluzione del pensiero solo perché dei paranoici sono convinti che siamo vicini alla distruzione totale del genere umano, e perché dei moralisti masochisti vedono solo orrore nella filosofia che ora guida il mondo, e muoiono dalla voglia di frustarsi la schiena per i loro peccati, come si usava nel medio evo, non appena tutto il mondo ristabilisse questi valori.
Ma il mondo non si è mai trovato davanti ad un aut-aut di questo genere, e lo dimostra il fatto che su tutta la terra siamo in cinque miliardi. Qualcuno farà la guerra, e altri popoli si uccideranno fra di loro, ma siamo ben lontani dal pericolo di una distruzione completa che possa avvalorare l' ipotesi che ci troviamo innanzi ad una scelta così grave.
Gli arsenali atomici esistono per non essere mai utilizzati. La loro creazione è come un baratro smisurato apertosi fra due eserciti che, per non precipitarvi dentro, debbono rinunciare a scagliarsi l'uno contro l'altro.
Ci saranno forse in futuro crisi sociali, sorgeranno altre civiltà, sicuramente più evolute delle precedenti, e aiutate dall' imponente sviluppo tecnologico iniziato nel vituperatissimo 20° secolo. Quando non ci saranno pretesti per giustificare una guerra, qualcuno li inventerà, perché la aggressività è un fattore inseparabile e importantissimo per l'uomo. Ma non ci troveremo mai davanti a pericoli di estinzione mondiale.
E se proprio dovesse succedere, non saranno certo valori in cui il mondo non ha mai creduto, che ci salveranno.
Senza Titolo, Forse Tema Sui Mezzi Di Comunicazione Di Massa
Le persone che affermano che siamo in un' epoca piatta, senza idee e piena solo di violenza, che dicono che solo Dante, Socrate e Lisippo hanno contato qualcosa, sono persone che probabilmente un giornale non lo hanno mai neppure visto.
O per lo meno non sono state in grado di intuire le centinaia di idee che delle pagine stampate possono suggerire.
Gli abbondanti servizi che troviamo su molti settimanali sono una testimonianza dell' incredibile fermento di idee che c'è nel mondo. Chi è sempre invischiato in una vita monotona o immerso continuamente in lettura dei classici, queste cose non le può notare.
Servizi sull' applicazione di computer nella creazione di film, o per la composizione di sinfonie. Applicazioni di fibre ottiche per le comunicazioni oltreoceano. Servizi sulla architettura e sulla applicazione di cervelli elettronici per la guida delle auto. Documenti sui meccanismi cellulari che scatenano reazioni allergiche, altri che parlano della applicazione del silicio per la creazione di cervelli umani artificiali. E ancora centinaia di servizi sulla creazione dei più sofisticati trucchi cinematografici o sulla minaccia delle armi nucleari. Il tutto corredato da foto quasi sempre ottime che non possono non fare capire come si stia vivendo in un' epoca di preparazione del futuro.
Un giornale non è quindi un mezzo di livellazione sociale, in quanto non potrà mai riuscire ad inculcare una idea ad un individuo contro la sua stessa volontà.
Bensì il giornale è un surrogato che starà a testimonianza di come cambia velocemente il nostro mondo e che, a chi riesce ad apprezzarlo appieno, fa intuire anche una parte del futuro. Non è difficile prevedere che verso il 2000 molte ricerche scientifiche che ora ci sembrano al livello di fantascienza diverranno realtà quotidiana. nè è difficile capire il ruolo importantissimo che avranno i mezzi di comunicazione quali la televisione e anche il cinema. Allo stesso tempo è facile immaginare una crisi piuttosto diffusa della democrazia, e probabilmente il sorgere di qualche personalità carismatica per riportare l'ordine nella disastrata economia nazionale.
testimonianza di come invece la nostra società si orienti sempre più verso ideali edonistici sono la pubblicità sui giornali. Sono dei veri e propri fenomeni artistici, in quanto cercano di condensare in una scenografia il più attraente possibile e con poche parole, centinaia di concetti da associare ad un certo prodotto. E se non è arte uno studio così approfondito, non lo è nemmeno quella di Leonardo da Vinci.
L'unico pericolo di venire influenzati da un giornale consiste nel fidarsi delle notizie dell' ultim'ora, che sono inevitabilmente faziose, oppure di leggere con scarsa attenzione articoli che si possono prestare a discorsi retorici e nazionalistici, quali quelli militari. Le stupidaggini e le parole esaltanti scritte sulla nostra forza di pace in Libano sono un palese tentativo di far credere che in Italia si faccia qualcosa di buono a livello governativo.
nelle notizie di politica estera sono invece inevitabili commenti e giudizi dei giornalisti su certi avvenimenti. Per esempio hanno inveito contro Sharon. Ciò è giusto in quanto ha fatto pagare a cittadini inermi le colpe dell' OLP. ma è necessario considerare che Sharon è un soldato, ed è al servizio del potere.
E chi è al potere in stati instabili o comunque in una posizione delicata come Israele, sa che lo si può mantenere solo con i cannoni. La più elementare legge di strategia militare del generale Clausewitz dice che "chi ha paura di spargere sangue è destinato alla sconfitta".
Così se Sharon è stato un mostro per quello che ha fatto, non si può ignorare, come i giornali, che delle giustificazioni anche ad una ferocia così inaudita si possono in parte trovare.
Una società che condanna i suoi giovani alla segregazione, alla disoccupazione e alla disperazione è malata. Una società che accusa i suoi giovani di tutti i mali trattandoli come un nemico interno è morta
Nelle scuole di tutto il mondo gli alunni sono ancora costretti a leggere e ad apprezzare, in lettura controproducente e coatta, pagine alquanto insignificanti del Manzoni e di Dante, solo perché le generazioni precedenti vi hanno trovati chissà quali profondi insegnamenti, ed hanno quindi deciso che anche i posteri avrebbero dovuto leggerle.
Da centinaia di anni generazioni continuano a perdere tempo con gli ignavi di dante, e con la assurda storia d'amore fra Renzo e Lucia, mentre parallelamente a loro avvengono cose ben più importanti da analizzare.
Ci sono guerre, personaggi politici nuovi, astronavi vicino a Saturno, sofisticati mezzi di comunicazione sociale. E chiusi fra queste quattro pareti ci sono anche giovani che fingono interesse per libri che ormai non interessano più nessuno. Quando poi usciranno dalla scuola, mai più apriranno una pagina dei Promessi Sposi: conoscono fin troppo bene le assurdità che vi sono scritte. Saranno nauseati da Dante e Beatrice, da Catullo e Clodia.
E dopo, le generazioni precedenti che gli hanno imposto questi studi, affermano che le attuali sono perdute, che non apprezzano più i valori di un tempo, che osano non essere d'accordo con il pensiero del Manzoni, che capiscono solo droga e violenza, che non hanno più rispetto per i vecchi, che pensano solo al sesso.
Sono tutte parole che celano l'invidia: abbiamo la possibilità di fare uno dei periodi migliori della storia con conquiste spaziali e ricerche scientifiche; di creare nuove forme di governo e nuovi mezzi di comunicazione sociale. Cose queste, che le generazioni che si sono autodistrutte con i due conflitti mondiali, non hanno mai avuto.
E allora, poichè nessuno le ascolta quando elevano i loro ideali e le loro morali ad esempio che tutti dovrebbero seguire, affermano che le nuove generazioni sono destinate agli inferi, così pervicacemente ostinate a non seguire i loro saggi insegnamenti.
Ma le passate sono ormai generazioni distrutte, cristallizzate nelle loro posizioni, che attendono la propria definitiva estinzione, cercando disperatamente di lasciare qualche eredità ai successori.
Generazioni che hanno dato al mondo un Hitler non hanno nemmeno il diritto di illudersi di potere lasciare qualcosa alle future.
L'uomo non esiste veramente che nella lotta contro i propri limiti
Sono pochi gl' individui direttamente coinvolti nel tentativo di oltrepassare i propri limiti. La maggior parte di noi vive contenta della propria situazione, non guardando al futuro. E' disposta ad accettare qualsiasi cosa ci riservi. L'unico sforzo che ha fatto veramente nella sua vita è stato quello di imparare a camminare: d'altronde, nessuno può passare una vita seduto.
Si è accontentata della personalità che aveva, del corpo che si è ritrovata, della vitalità che ha sempre avuto. Non ha mai tentato sul serio di modificare il proprio carattere, di rendere il proprio corpo più forte, di fare davvero qualcosa per non affogare nell' anonimato.
Ammira il grande sportivo, il grande attore, lo scienziato famoso. Pensa che lo sportivo i suoi muscoli li aveva appena nato, che l'attore sia stato partorito con una telecamera davanti, che lo scienziato in breve tempo ha formulato teorie come la relatività. Non si rende conto che tutti questi personaggi hanno dovuto sforzarsi di andare oltre le proprie possibilità.
La carriera di un individuo parte sempre dal suo niente.
davanti a sè egli vede innumerevoli ostacoli. Spesso non si sente in grado di arrivare alla meta prefissata, poi davanti ai sacrifici necessari per giungervi, pensa di rinunciare a tutto.
Poi deve eliminare la concorrenza, insistere pervicacemente, andare direttamente contro la propria natura, contrastare tutto quello che può frenarlo, se non fermarlo. Un pugile deve allenarsi per anni al fine di acquisire la tecnica necessaria per abbattere l'avversario. Un calciatore deve riuscire a tutti i costi a correre più volte lungo un campo. Un culturista deve sottoporsi a ore di esercizi estremamente faticosi, se vuole trasformare il proprio corpo. Se inoltre si tiene conto che spesso i culturisti, come il celebre Lou Ferrigno, erano un tempo molto gracili, questo sforzo per superare i propri limiti diviene ancora più evidente.
Un attore deve assolutamente riuscire ad immedesimarsi nel personaggio e rinunciare alla propria personalità. Meno si fa limitare da questa, più ha possibilità di dare una interpretazione originale.
Quando si chiede a dei soldati di mantenere le posizioni conquistate, questi debbono dare molto più del meglio di sè per sopravvivere.
Questi tentativi di ridurre al minimo i limiti del corpo, portano l'individuo fuori dalla propria realtà, per condurlo ad un' altra realtà dove è privilegiato rispetto agli altri.
Egli esiste in un modo più forte degli altri, perché ha meno limiti degli altri. Può imporre in un modo più energico la propria personalità proprio perché è riuscito a non farsi intimorire dagli ostacoli che aveva davanti a sè.
Si può quindi dire che una persona esiste sempre di più, a seconda di quante difficoltà supera.
L'intero genere umano esiste più di tutti gli altri esseri viventi, perché ha lottato con maggior tenacia contro i limiti che la natura gli aveva imposto.
Era in balìa degli animali, ed è riuscito a costruirsi armi. Correva il rischio di non trovare cibo, ed è riuscito a coltivare la terra. Poteva morire di ogni malattia, ed è riuscito anche a guarire quelle psicologiche. Non poteva comunicare da un continente all' altro, e si è creato strumenti per farlo.
Senza titolo
Sono innumerevoli gli avvenimenti che influenzano il carattere di una persona fin dalla età di 7/8 anni. In questo periodo può vacillare la fiducia nei genitori o verso i parenti per un atto che non ci saremmo mai aspettato da loro; o si può perdere il rispetto per il maestro e per il compagno per qualcosa di ingiusto che riteniamo d'aver subìto. Oltre i 18 anni (1) possiamo essere delusi da un partito o da un uomo politico. Oppure possiamo perdere l'ammirazione per un nostro superiore o per una persona che avevamo preso come modello, ma non è possibile che si possa perdere la fiducia in sè stessi, perché scoraggiati da un altro individuo.
Qualcuno può non accordarci la sua fiducia e ritenerci incapaci a fare qualcosa, ma non può influenzarci fino al punto di renderci incapaci a farla. La sua è spesso una presa di posizione assunta perché è lui quello che non è in grado di compiere qualcosa, e ritenendo ciò un limite inaccettabile nella sua persona, attribuisce ad un altro questa sua incapacità.
Oppure è il frutto di una presunta superiorità. Si può giungere ad un livello di narcisismo che ci porta a considerarci gli unici in grado di dare giudizi corretti sugli altri, e gli unici con le doti adatte per raggiungere un certo scopo. O ancora questa sfiducia può nascere dal disprezzo per alcune persone. Così uomini oramai ben oltre il mezzo del cammin di nostra vita ritengono altri individui più giovani inetti e immaturi per ricoprire cariche di una certa importanza. le vecchie generazioni, invidiose delle nuove che hanno tutto il futuro davanti a sè, le accusano d'essere indegni successori.
Sono come quelle persone descritte da Nietzsche che "hanno perso la loro speranza più elevata, e da allora calunniano tutte le speranze elevate".
Nelle scuole i professori vedono gli allievi come dei sottoposti. Una specie di animaletti da tenere buoni e a cui si deve insegnare qualcosa per renderli civili. Quando degli alunni nelle riunioni di classe sottolineano dei difetti dei professori e li rendono noti, non sono quasi mai ascoltati, vengono trattati come persone che, perché giovani, non dicono cose degne d'esser considerate.
E se proprio sono costretti ad ascoltarli, lo fanno con una aria di sufficienza, come se si trattasse di un atto di carità.
Ma è una mancanza di fiducia che non ha grandi ripercussioni. Il fatto che qualcuno stimi poco un altro, non è in grado di fermarlo se questi è deciso a raggiungere uno scopo. Se vi è qualcosa che ha la possibilità di impedire la realizzazione di un progetto è il credersi incapaci di portarlo a termine. Dopo dei tentativi falliti, una persona può sentirsi frustrata e rinunciare. Oppure si può venire scoraggiati i partenza nel vedere una grande quantità di ostacoli fra noi e la attuazione di un proposito. In tutti i casi è il non ritenersi da soli all' altezza di ciò che si vuole intraprendere che ci ferma.
Il giudizio di un altro può frenarci, non bloccarci.
Exeunt
Con quelle parole finiva la prima parte della mia vita - il mio ultimo tema a scuola.
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